Hobo vive, i morti siete voi!

Ci sono giorni in cui i vampiri compaiono all’alba. Oggi è uno di quei giorni: sono arrivati alle 7 del mattino, con cinque blindati di polizia e carabinieri per entrare nel campus universitario di Bologna in via Filippo Re e sgomberare Hobo. Il laboratorio dei saperi comuni è nato otto giorni fa, occupando l’ex facoltà di agraria, sottraendola così al degrado che la devastava da oltre dieci anni e restituendola alla vita. Vita significa autonoma produzione dei saperi, percorsi di autoformazione, conflitti: è di questo che Hobo si è riempito e nutrito in questi otto giorni.
Lo diciamo con chiarezza: il mandante di questa operazione è Ivano Dionigi e la sua amministrazione. Sono loro, supporter della riforma Gelmini e della dismissione dell’università, ad aver trasformato l’ateneo di Bologna in una caserma, con blindati e celerini dentro gli spazi che dovrebbero essere di studenti e precari.
La nostra risposta è stata immediata: un corteo determinato si è diretto verso il campus di via Filippo Re, letteralmente chiuso dai carabinieri in assetto antisommossa. Dopo che il blocco stradale in via Irnerio è stato sgomberato dalla celere, il corteo di studenti e precari è entrato in rettorato, lasciando sui muri i propri messaggi al pavido rettore dell’università di polizia.
Le nostre attività proseguono nell’aula 2 di via Zamboni 38, dove questa sera alle 19 abbiamo convocato un’assemblea pubblica.
Una cosa è certa: non finisce qua! I morti siete voi, Hobo vive e si riappropria subito di ciò che gli spetta.

[27 febbraio]