Dissequestriamo i saperi

BWnWGDQCAAEIMcQC’è questa immagine: il 27 aprile 2013 il campus di Filippo Re è circondato da poliziotti e carabinieri, camionette e volanti; quel sabato non ci sono studenti, non vengono fatti passare. Da via Berti Pichat si vede il Dipartimento di Psicologia: sfilano solo divise, uomini della procura, dirigenti dell’università; quella mattina uno spazio, occupato diverse settimane prima da Hobo-Laboratorio dei saperi comuni, viene posto sotto sequestro. Un’immagine monotona, un remake, un leitmotiv: l’avevamo visto un mese prima nei giardini di Filippo Re e così fu anche per l’aula Roveri in Zamboni 38. Polizia e carabinieri diventano l’unica garanzia di un’amministrazione universitaria priva di alcuna legittimità.
Quell’occupazione, nel seminterrato del dipartimento di Psicologia, era l’ennesimo tentativo di strappare alla polvere e al disuso uno spazio lasciato ai calcinacci e alle promesse di progetti che non arrivano mai. Seminari, laboratori, momenti di socialità quotidiani, il tempo speso a rimetterlo in sesto, in poco tempo lo spazio torna ad essere attraversato dai più disparati soggetti che caratterizzano il tessuto universitario e metropolitano. Non è lo stesso per l’amministrazione Dionigi, l’esperienza deve chiudersi (vana illusione…) e allora arrivano i sigilli della procura. I mesi passano, la polvere si accumula e l’aula rimane sotto sequestro, relegando al suo interno tutto ciò che nel tempo è stato prodotto dall’interazione di chi quello spazio lo ha realmente caratterizzato: libri, materiali di studio e ricerca, megafoni, striscioni, volantini, ecc. Ma i saperi non possono rimanere rinchiusi dietro a dei sigilli.
Così, dopo che per mesi l’amministrazione universitaria ha ignorato la richiesta di dissequestro, quest’oggi abbiamo deciso di dire basta e di romperli noi quei sigilli e dissequestrare i saperi. Lo abbiamo fatto in tant@, precari@ e student@. Lo abbiamo fatto nella giornata del #15o, dentro le sperimentazioni transnazionali per costruire scioperi sociali. Lo abbiamo fatto per affermare che le uniche cose che vanno sigillate sono i palazzi del potere.
Verso il #19o: la vendetta del sapere vivo continua…
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