Finalmente nel vento…#15o, #19o e oltre

BWmHv49IcAAcVniIl 15 ottobre #15o è prova tecnica di #SocialStrike, sciopero sociale oltre ogni settorialismo, le solite rappresentanze ed i confini nazionali.
Riteniamo che la pratica dello sciopero, se vuole tornare ad essere un’arma efficace, deve essere attualizzata e riprocessata. Il novecento è finito, sebbene il mondo sindacale mainstream e la sinistra istituzionale sembrano non essersene mai accorti. Il sistema economico contemporaneo si è completamente modificato rispetto a quello di cinquant’anni fa. Il lavoro immateriale (quello cognitivo e relazionale, tra cui la produzione e la circolazione di saperi che avviene ai confini tra università della crisi e città dell’austerity) è oggi centrale nel processo di valorizzazione capitalistico, ma non è retribuito, catturato gratuitamente o quasi. La cooperazione sociale viene dunque quotidianamente espropriata. Lo studente/ricercatore, costretto alla precarietà esistenziale, è sfruttato in quanto forza-lavoro in formazione, quando in realtà è “lavoratore” immediatamente produttivo, partecipe dell’agire comune della società.
Serve reagire. Lo sciopero sociale è tentativo di upgrade della lotta di classe.

Cosa significa dunque scioperare oggi? Significa bloccare la valorizzazione capitalistica ovunque, insieme, in mille modi diversi ma coordinati. Significa bloccare i flussi, come le lotte della logistica ci hanno insegnato. Per chi come noi è situato tra università e metropoli significa bloccare il funzionamento dell’università-azienda, distruggerne l’immagine, risignificare la circolazione di saperi. Significa rovesciare la meritocrazia contro la trappola individualistico-competitiva, trasformarla in dispositivo di auto-valorizzazione collettivo volto alla condivisione piuttosto che alla privatizzazione. Significa riappropriarsi di reddito per soddisfare i propri (bi)sogni, significa imporre i nostri tempi, gestire autonomamente i nostri spazi, oltre il comando del profitto e la mercificazione della vita. Significa reclamare welfare: lottare contro la mensa più cara d’Italia, per un medico di base per tutti, per la libera mobilità, contro gli affitti esorbitanti. Significa tracciare linee di fuga dall’indebitamento morale con le nostre famiglie e dalla precarietà delle nostre condizioni materiali di vita. Significa affermare pratiche di autonomia sociale, divenire rete cooperante, diffusa sui territori di tutto il mondo, oltre le solite rappresentanze. Perché solo insieme, vincere è possibile.

BVPdQpLCYAIQIyuIl 19 ottobre #19o a Roma sarà evento in un processo di trasformazione. La #sollevazione generale è una scommessa collettiva. Un grande appuntamento tra tutte le lotte diffuse territorialmente e un’occasione di riscatto per tutti coloro che vogliono rifiutare e vendicarsi della miseria prodotta dal sistema per invece provare a trasformarlo tutti insieme, per una vita più degna e felice. NOTAV, NOMUOS, movimenti per il diritto all’abitare, migranti, sindacati di base conflittuali, lavoratori e studenti, …la società precarizzata si ribella. Soggetti differenti, ciascuno portatore della propria unicità, si incontrano e connettono le proprie esperienze per riconoscersi in una comune battaglia. Insieme, abbiamo deciso di rifiutare l’austerity e assedieremo crisi e precarietà.
Lavoriamo alla “mostruosa” sincronizzazione di una densa molteplicità di soggettività precarie per trasformarla in ribellione ad un sistema di impoverimento generalizzato. Alla frustrazione di una guerra tra poveri, preferiamo organizzare la nostra incompatibilità e riprenderci collettivamente quanto ci spetta.

Solleviamoci insieme: casa, reddito e dignità per tutti!

Non potete fermare il vento…