In cammino verso un’altra università

HOBO Unchained!

La mobilitazione di questa mattina conferma il rifiuto di studenti e studentesse, precarie e precari, ricercatori e ricercatrici ad una normalizzazione e chiusura degli spazi di agibilità politica all’interno dell’università di Bologna.

Siamo partiti da Piazza Verdi e abbiamo toccato alcuni punti nevralgici della zona universitaria, dal rettorato ai giardini di San Leonardo, comunicando e spiegando le ragioni che ci hanno spinto alla riappropriazione di uno spazio universitario nel campus di Filippo Re. Occupazione interrotta dall’infame sgombero di sabato mattina – il secondo in un mese -, agito dalla procura ma sotto diretto mandato del rettore Dionigi. Non certo una novità, dato che polizia e carabinieri da febbraio sono intervenuti per ben quattro volte dentro le sedi dell’università.

Abbiamo dunque a che fare con un rettore delegittimato e costretto più volte alla fuga e che continueremo a far scappare, non solo per la sua amministazione repressiva ma per il suo appoggio incondizionato alla riforma Gelmini e ai processi di aziendalizzazione e dismissione dell’università.

Oggi, dopo una grande assemblea nell’aula magna del dipartimento di psicologia, dove sono intervenuti studenti, attivisti e docenti, abbiamo preso l’aula 4 e da qui vogliamo ripartire: da un percorso di autogestione che ci permetta di portare avanti tutti quei progetti che costituiscono la spina dorsale di HOBO: auto-formazione, inchiesta, dibattiti, incontri e laboratori multimediali dove costruire mobilitazioni per un presente e un futuro diversi da quelli che la crisi e l’austerity ci vogliono imporre.

Proseguono anche le attività nell’aula studio all’aperto e nell’anfiteatro di Filippo Re.

Insomma non saranno né la polizia né il rettore Dionigi a fermarci.

In cammino verso un’altra università

[29 aprile 2013]