La feccia è ovunque e vuole tutto

[21 ottobre 2013]

Vogliamo innanzitutto esprimere la nostra piena solidarietà ai fermati e agli arrestati del 19 ottobre. Meccanismi di mutuo soccorso sono immediatamente stati attivati. Nessuno è solo: il movimento reale nelle piazze non vuole più lasciarsi dividere dalla polarizzazione buoni/cattivi, prodotta intenzionalmente dai media mainstream a difesa di una classe politica irreversibilmente delegittimata.

Crediamo che i percorsi di mobilitazione nei territori, lo straordinariamente partecipatato, vivace e determinato corteo del #19o e l’acampada di Porta Pia abbiano saputo esprimere con forza quell’opposizione sociale che oggi pone l’una contro l’altra due realtà irriducibilmente incompatibili, i cui interessi sono sempre più inconciliabili se non attraverso una radicale trasformazione dell’esistente.
Da una parte, c’èil capitalismo contemporaneo, che procede con il pilota automatico tramite il comando sulla macchina sociale, sistematicamente espropriata dell’incommensurabile ricchezza che produce grazie alla cooperazione delle sue varie componenti piuttosto che alla competizione individualista di una guerra tra poveri. E’ un pilota automatico che non consente deviazioni da quella traiettoria di impoverimento generalizzato all’insegna delle politiche di austerità applicate dai vari governicchi nazionali all’interno della cornice europea neoliberista. Da questa parte, ci sono i potenti ed i loro interessi: simbolicamente, perdirla con Occupy, l’1%.
Dalla parte opposta, ci siamo noi, il 99%. Quell’eterogenea ed ibrida moltitudine di persone e soggettività che si è incontrata per le strade di Roma il 19 ottobre. Un processo che è una prima sperimentazione tra le possibili dinamiche di sciopero sociale (#SocialStrike) in quanto blocca la circolazione metropolitana, e che soprattutto è stato capacedi materializzarsi oltre le solite rappresentanze vuote e di circostanza attraverso un’autonoma sincronizzazione delle diverse lotte diffuse sui territori: movimenti per il diritto all’abitare, movimenti contro le grandi opere inutili e dannose, precari, studenti, disoccupati, famiglie, migranti. Movimenti accomunati dallo stato di precarietà permanente e diffusa nel quale siamo tutti eccetto pochi costretti a vivere. Movimenti che, giorno per giorno,stanno imparando ad auto-organizzarsi, utilizzando con crescente produttività la rete e le nuove tecnologie di comunicazione sociale per mobilitarsi. Movimenti che si riconoscono in quel ciclo di lotte per l’autodeterminazione sociale che dal 2011 infiammano i territori di tutto il mondo. Per esempio, lo stesso 19 ottobre una grande manifestazione è avvenuta in Portogallo ed anche in Spagna le persone sono tornate a riempire le piazze. L’assemblea di PortaPia occupata ha voluto salutare con affetto e complicità tutte quelle lotte, dal Maghreb agli Indignados ed Occupy passando per Brasile e Turchia ed innumerevoli altre esperienze, che esprimono una rinnovata potenza di sollevazione oltre gli obsoleti confini nazionali.

Alcuni giornalai non hanno esitato nel definirci la feccia di Porta Pia. Ebbene sì: noi siamo quella feccia – persone semplici e ribelli, espropriate non del proprio futuro ma del proprio presente – che voi temete e che il 19 ottobre ha manifestato e si è accampata per dichiarare senza paura ma con gioia e determinazione la propria dignità. Il #19° è stato solo un primo evento parte di un ampio processo di mobilitazione che vuole reinventare il modo di fare politica oggi per ottenere risultati concreti, conquistando diritti per tutti, casa ereddito in primis, mettendo in comune la ricchezza materiale e riappropriandosi della tecnologia che produce e riproduce la società con il fine di trasformarla. Un processo nel quale tutti dobbiamo continuare a scommettere e dove investire le nostre energie. Da oggi in avanti, situati sui confini trauniversità della crisi e città dell’austerity, proseguiremo con ancor maggiore determinazione le lotte contro e oltre l’università-azienda, forti della convinzione di non essere soli, ma coordinati con tutte le insorgenze del precariato cognitivo.

La feccia è ovunque e vuole tutto.

Non potete fermare il vento…
BW8dWbEIcAENe_O