Noi paura non ne abbiamo, quelli che devono avere paura siete voi! Non potete fermare il vento…

Gli scontri di ieri in PiazzaVerdi e le barricate in ViaZamboni ci parlano dell’irriducibile incompatibilità tra le politiche di normalizzazione (e conseguente repressione) dell’amministrazione #unibo, e il desiderio di autogestione e autonomia di chi quotidianamente vive e anima la zona universitaria.
Si fa sempre più evidente la separazione dei soggetti “vivi” dalla governance multilivello delle istituzioni. Noi rifiutiamo la crisi e la miseria cui vorrebbero costringerci, perciò lottiamo – a tutto campo – per riappropriarci, condividere e gestire autonomamente i nostri spazi, i nostri tempi, e la ricchezza sociale che produciamo.

946501_149055385282056_471402825_n

Come del resto già ampiamente dimostrato in questo 2013 di ripetuti tentativi di chiusura di spazi di agibilità politica e sociale a Bologna e in tutta Italia, il loro tanto auspicato “dialogo” altro non è che un (fallimentare) artificio retorico, da agire all’interno della costruzione mediatica dei superficiali discorsi sul degrado. L’unico “dialogo” cui sono in realtà disponibili è quello della repressione, e l’unica soluzione da opporre al famigerato degrado la mercificazione di PiazzaVerdi.

Il vile tentativo di università, comune e questura – un unico blocco di potere, che agisce congiuntamente– di impedire l’assemblea organizzata al 38 dal CUA con i lavoratori della Sodexo di Pisa, rea di essere “amplificata”, è stato respinto con determinazione dalle tante e i tanti studenti che si trovavano in PiazzaVerdi e ViaZamboni e da tutt* le altre e gli altri immediatamente accorsi.
La notizia delle intimidazioni poliziesche è subito divenuta virale sui social network, e molte persone si sono mobilitate perché informate da Facebook e Twitter.

Dopo #logistica trending topic su Twitter il 15 Maggio, l’enorme potenziale – non solo comunicativo ma soprattutto organizzativo della rete – nuovamente si dimostra “arma” nelle mani dei movimenti, soprattutto in situazioni d’emergenza dove la velocità di trasmissione delle informazioni è fondamentale.

La zona universitaria ha dato ieri una grande risposta a coloro che ci vorrebbero docili e piegati alla logica del profitto. Siamo sempre più convinti che, agendo insieme, uniti nelle nostre differenze, i padroni dell’università non possono sedare la libera volontà e la potenza della cooperazione di studenti, precari e lavoratori.Lo sosteniamo ormai da tempo: l’università, così come la città, non deve essere un’azienda, ma luogo di condivisione, senza profitto né padroni.

Ancor più dopo i fatti di ieri, rilanciamo le assemblee aperte in piazzaVerdi, la campagna di lotta contro la mensa più cara d’Italia e i percorsi di conflitto e costruzione di una nuova università.

Noi paura non ne abbiamo, quelli che devono avere paura siete voi!
Non potete fermare il vento…