Oggi abbiamo vinto noi: fuori il degrado da Piazza Verdi

Il governo cittadino di Pd e Sel, con i silenziosi e pavidi complici dell’amministrazione universitaria, sembrano proprio non imparare mai dai propri errori. Giovedì scorso hanno provato a interrompere un incontro pubblico tra studenti e lavoratori: l’immediata risposta ha respinto il tentativo di polizia e carabinieri, gli spazi di socialità e autonoma circolazione dei saperi non si toccano.
Il #27M student* e precar* hanno annunciato che si sarebbero ripresi Piazza Verdi per un’assemblea pubblica, per continuare a viverla e organizzarla in comune, per discutere di come portare avanti le lotte dentro e contro l’università della crisi (dai saperi alla mensa). Eravamo in tante e tanti già prima delle 18, orario di inizio previsto, quando polizia e carabinieri in assetto anti-sommossa ci hanno bloccato su via Zamboni, prima per impedirci l’ingresso, poi per imporci di passare tra due ali di caschi e manganelli. Dopo la prima sconfitta di giovedì scorso, ecco dunque che ci riprovano: non essendoci l’amplificazione, identificata come nemico pubblico numero uno per i tranquilli sonni della giunta di sinistra, l’obiettivo delle forze dell’ordine è diventato il sequestro di un megafono!
Nel giro di un’ora diverse centinaia di persone sono confluite in piazza, accerchiando ancora una volta gli uomini in divisa. Unica e compatta la decisione di tutte e tutti: polizia e carabinieri se ne devono andare, “noi la scorta non la vogliamo”. Così, spinti da una volontà e determinazione comuni, abbiamo iniziato ad avanzare verso Piazza Verdi. Polizia a carabinieri hanno cominciato a caricare, una volta, due, tre. Niente da fare, a ogni manganellata sono costretti a indietreggiare, prima con apprensione, poi di corsa. Circondati e finiti in un vero e proprio collo di bottiglia, la prepotenza del potere svanisce, per cedere il posto a una fuga scomposta e precipitosa. Piazza Verdi è riconquistata, dopo un corteo ecco la partecipatissima assemblea: la zona universitaria è finalmente libera!
Allora sì, abbiamo vinto, ma questo per noi è solo l’inizio. Da martedì saremo di nuovo a lottare per la riduzione dei costi della mensa, per costruire una nuova università, per liberare spazi e piazze. E alle amministrazioni cittadina e universitaria riconosciamo un unico diritto: quello di dimettersi.
Perché ve lo diciamo ancora una volta: il degrado di Bologna siete voi!

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Tutto il potere all’amplificazione!

Lunedì 27 maggio 2013 – da Piazza Verdi liberata