Ancora picchetti a Granarolo, ancora violenza di polizia e carabinieri: non ci fermerete mai!

Sono ancora convinti che provocazioni verbali (particolarmente infami le ultime di Calzolari che equipara i facchini in lotta a mafiosi e terroristi) e violenza poliziesca possano fermare la rabbia degna dei lavoratori della logistica in lotta. Ma si sono sbagliati!

L’ultima prova è di questa mattina. E’ la prova dell’irriducibile resistenza dei lavoratori da mesi in lotta per il reintegro, dopo il licenziamento illegittimo dello scorso aprile, dopo che l’accordo sottoscritto dal prefetto lo scorso luglio è rimasto disatteso.

Il blocco ai cancelli dello stabilimento Granarolo di Bologna – azienda che, apprendiamo da twitter, si è lanciata “alla conquista di Gran Bretagna e Irlanda” – è andato avanti per oltre sei ore e il danno al colosso del caseario made in Italy è stato ingente. Un danno economico e d’immagine la cui misura è espressa dalla violenza di polizia e carabinieri che questa mattina hanno provato per cinque volte a sgomberare il picchetto. Contro le lotte della logistica hanno ancora una volta messo in campo la violenza cruda dei manganelli. A Usman, che per questa violenza si trova adesso in ospedale, va la nostra piena solidarietà. Quello che abbiamo imparato in questi mesi di picchetti e blocchi costruiti insieme è che la dignità sul lavoro è innanzitutto rifiuto dello sfruttamento e questo si conquista solo con la lotta.

Natale è vicino. La lotta non si ferma. Fino alla vittoria!

[20 Dicembre 2013]