#PaneBIANCO #cuoreNERO #portaROSSA

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14 gennaio 2014 alle ore 14.53

“Fuori i baroni razzisti dall’università”:

siamo andati a gridarlo e imprimerlo sui muri della scuola di Scienze Politiche, contro il prof. Angelo Panebianco, barone dell’UniBo, ideologo neoliberista, editorialista di una pericolosa organizzazione criminale, il Corriere della Sera.

Dopo l’articolo di chiaro stampo schiavista e razzista apparso ieri (vedi il comunicato qui sotto), questa mattina a mezzogiorno quasi un centinaio di student@ e precar@ indignat@ e alcuni lavoratori della logistica in lotta si sono radunati nel cortile di Scienze Politiche per affermare che nell’università non c’è spazio per figure di questo tipo. Il barone Panebianco ha tentato di provocare il presidio che lo contestava, sostenendo presuntuosamente le sue ragioni e pretendendo un “confronto”, come se non fossero sufficienti i palcoscenici di cui quotidianamente dispone nell’accademia e sui media! Ebbene sì, noi rifiutiamo e neghiamo la parola ai razzisti e a chi è tra i responsabili delle condizioni di precarietà e impoverimento che quotidianamente viviamo. Panebianco scrive che bisogna farla finita con la tolleranza e l’accoglienza: per questo ti espelliamo. Nessuna libertà per lo sfruttamento e i suoi ideologi! Dopo circa mezz’ora di presidio e comunicazione, che ha raccolto la partecipazione e la solidarietà di tante e tanti, un nutrito corteo si è diretto davanti all’ufficio del barone Panebianco, a cui è stato dato un foglio di via dall’università. La sua porta è stata ricoperta di vernice rossa, a simboleggiare quel sangue dei migranti e dei soggetti colpiti dalla crisi di cui figure come Panebianco sono responsabili.

Con l’iniziativa di oggi vogliamo dire in modo chiaro che è finita l’impunità dei baroni, dei complici dello sfruttamento e dei corrotti protagonisti della dismissione dell’università. In Argentina chiamano escrache le manifestazioni contro i criminali della dittatura militare, la pratica è stata ripresa negli Stati Uniti e in Spagna contro i responsabili della crisi e gli ideologi dell’1%. A partire da qui questa campagna inizia anche nell’Università di Bologna: ufficio per ufficio, lezione per lezione.

Apriamo al contempo un dibattito pubblico contro queste posizioni, per produrre collettivamente un altro ordine del discorso radicalmente alternativo a quello di cui si fanno portatori i servi del pensiero neoliberale. Chiediamo anche una presa di posizione allargata di docenti, ricercatori e lavoratori dell’università, perché un’altra università bisogna iniziare a costruirla subito. E in questa università per i razzisti proprio non c’è posto.

Hobo – Laboratorio dei Saperi Comuni

 

——

 

L’infame editoriale oggi apparso sul Corriere della Sera del professor PaneBIANCO si commenta (quasi) da solo: un disgustoso cocktail di ideologia razzista e ideologia dello sfruttamento, che ovviamente  è portatore di conseguenze estremamente materiali per chi tutti i giorni ne subisce l’applicazione. In realtà, non siamo affatto sorpresi: la linea politica di PaneBIANCO è in perfetta sintonia e continuità con le politiche istituzionali dello Stato, quotidianamente implementate sulla pelle dei migranti. Inoltre, conosciamo bene l’Università di Bologna e sappiamo altrettanto bene che questi sono gli insegnamenti dei vari Baroni che la gestiscono. Per il momento e in questa sede, al Professore della Razza e del Lavoro, vogliamo dire soltanto tre cose:

1) il problema della scarsità è il paravento discorsivo di chi detiene il privilegio. La cooperazione annichilisce questa vuota retorica e mette a valore l’abbondanza (ed anche gli economisti capitalistici più raffinati ne sono a conoscenza, nonostante ce lo tengano nascosto).  

2) siamo d’accordo sul rifiuto dell’etica. Infatti, la nostra unica “politica della convenienza” in materia di migrazione è il libero incontro tra gli esseri umani, assolutamente più produttivo (e felice) di qualsiasi criterio di selezione, razziale o meritocratico-individualista che sia.  

3) siamo ben consapevoli che la proposta di favorire l’ingresso di quei lavoratori e lavoratrici migranti “meritevoli” che possono integrarsi più di altri ha tutto il sapore della sfruttamento razzista a cui le élite di questo paese ci hanno abituato sin dalla sua fondazione. Il resto che abbiamo da dire lo esprimono le lotte, che distruggeranno il vostro sporco privilegio e le spazzeranno via ogni sua copertura ideologica.

Vogliamo però, per una volta, prendere il Barone PaneBIANCO sul serio. Allora sì, almeno su una cosa ha ragione: basta con la tolleranza, diamo il foglio di via dall’università ai docenti nelle mani di pericolose organizzazioni criminali come Confindustria e il Corriere della Sera.

#PaneBIANCO fai schifo, studenti/esse e precari/e ti espellono!”

Ecco l’infame editoriale :

 http://www.corriere.it/editoriali/14_gennaio_13/troppe-ipocrisie-immigrati-feb5ed34-7c18-11e3-bc95-3898e25f75f1.shtml

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