PaneBIANCO: cuore nero…porta rossa!

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“Fuori i baroni razzisti dall’università”:

panebianco

siamo andati a gridarlo e imprimerlo sui muri della scuola di Scienze Politiche, contro il prof. Angelo Panebianco, barone dell’UniBo, ideologo neoliberista, editorialista di una pericolosa organizzazione criminale, il Corriere della Sera.

Dopo l’articolo di chiaro stampo schiavista e razzista apparso ieri (vedi il comunicato qui sotto), questa mattina a mezzogiorno quasi un centinaio di student@ e precar@ indignat@ e alcuni lavoratori della logistica in lotta si sono radunati nel cortile di Scienze Politiche per affermare che nell’università non c’è spazio per figure di questo tipo. Il barone Panebianco ha tentato di provocare il presidio che lo contestava, sostenendo presuntuosamente le sue ragioni e pretendendo un “confronto”, come se non fossero sufficienti i palcoscenici di cui quotidianamente dispone nell’accademia e sui media! Ebbene sì, noi rifiutiamo e neghiamo la parola ai razzisti e a chi è tra i responsabili delle condizioni di precarietà e impoverimento che quotidianamente viviamo. Panebianco scrive che bisogna farla finita con la tolleranza e l’accoglienza: per questo ti espelliamo. Nessuna libertà per lo sfruttamento e i suoi ideologi! Dopo circa mezz’ora di presidio e comunicazione, che ha raccolto la partecipazione e la solidarietà di tante e tanti, un nutrito corteo si è diretto davanti all’ufficio del barone Panebianco, a cui è stato dato un foglio di via dall’università. La sua porta è stata ricoperta di vernice rossa, a simboleggiare quel sangue dei migranti e dei soggetti colpiti dalla crisi di cui figure come Panebianco sono responsabili.

Con l’iniziativa di oggi vogliamo dire in modo chiaro che è finita l’impunità dei baroni, dei complici dello sfruttamento e dei corrotti protagonisti della dismissione dell’università. In Argentina chiamano escrache le manifestazioni contro i criminali della dittatura militare, la pratica è stata ripresa negli Stati Uniti e in Spagna contro i responsabili della crisi e gli ideologi dell’1%. A partire da qui questa campagna inizia anche nell’Università di Bologna: ufficio per ufficio, lezione per lezione.

Apriamo al contempo un dibattito pubblico contro queste posizioni, per produrre collettivamente un altro ordine del discorso radicalmente alternativo a quello di cui si fanno portatori i servi del pensiero neoliberale. Chiediamo anche una presa di posizione allargata di docenti, ricercatori e lavoratori dell’università, perché un’altra università bisogna iniziare a costruirla subito.

E in questa università per i razzisti proprio non c’è posto.

[14 Gennaio 2014]

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  • Robespierre

    In effetti il corriere della sera e’ una pericolosa organizzazione criminale: infatti vi lavorano ancora i mandanti dell’omicidio Tobagi ad opera delle Brigate Rosse, un’organizzazione che non stava certo dalla parte del capitale.