Risultati inchiesta su debito e merito

Risultati inchiesta su debito e merito

Questa è un’inchiesta si propone di indagare le trasformazioni che la crisi sta producendo nella percezione del soggetto studentesco su questioni che potrebbero aprire nuovi spazi e momenti di conflitto dentro e contro l’università.

Le prime domande sono incentrate sul perchè ci si iscrive all’università oggi, su quali sono i rapporti individuali con i sistemi di valutazione e meritocrazia.
I risultati (vedi sotto) fanno riflettere e ci indicano che meno di uno studente su due si iscrive a un corso di laurea “per trovare un lavoro che la/lo soddisfi”, segno dell’ormai compiuto (o quasi) tramonto dell’università in quanto ascensore sociale. Inoltre, ci sembra di ricevere ulteriori conferme a questa ipotesi nelle risposte tendenzialmente negative alla domanda “pensi che l’università ti consentirà di trovare un lavoro adeguato alle tue aspirazioni?”.
Per quanto riguarda i criteri di valutazione universitari, constatiamo, similmente, una percezione quantomeno contraddittoria: almeno metà delle risposte si rivela infatti critica rispetto all’adeguatezza dei criteri di valutazione per misurare le competenze.

Passiamo ora all’analisi di quei risultati che ci parlano in modo più diretto delle condizioni materiali degli studenti.
Due persone su tre rispondono di avere difficoltà nell’affrontare i costi della vita universitaria. Sul debito si aprono scenari interessanti e campi di conricerca tutti da esplorare: il prestito d’onore è un fenomeno ancora quasi inesistente, al contempo, però, uno su tre risponde che la propria famiglia ha già fatto ricorso a una qualche forma di indebitamento. Riteniamo, dunque, sia importante ragionare sulla questione del “debito morale” degli studenti con le proprie famiglie, senza escludere il probabile avvio di processi di indebitamento individuali. Alla domanda “ti preoccupa che il debito potrà essere un fardello sulla tua vita?” due su tre rispondono di si.

Concludiamo questa breve presentazione ribadendo che questa inchiesta non vuole certo essere un indagine a mero fine sociologico, ma uno tra i tanti possibili tentativi di capire collettivamente quali tendenze di lotta si possono prospettare in università, e come agirle nel tentativo di aprire una primavera di conflitto nell’ambito (che secondo noi, nonostante le contraddizioni, è fertile) della formazione.
Questa è stata solo una prima fase di “lavoro” collettivo, a breve proseguiremo con interviste e con una nuova serie di questionari.

Se sei interessato a partecipare, non esitare nel contattarci.

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