Per un Primo Maggio No Coop!

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nocoop

Dopo due mesi di lotta, scioperi e picchetti, partiamo dall’università per riprenderci il Primo Maggio.

Ci troviamo alle ore 9.00 davanti a Palazzo Paleotti, divenuto luogo simbolo della mobilitazione contro lo sfruttamento delle cooperative: il salario dei lavoratori di Coopservice appaltati dall’università di Bologna è sceso sotto i 3 euro all’ora, per un semplice passaggio di appalto. Un furto di circa 500 euro in busta paga che CGIL e CSIL, complici di Coopservice, stanno tentando di estendere a tutti i lavoratori in appalto in ateneo. La lotta ha già ottenuto dei primi concreti risultati, ma ancora insufficienti rispetto alle principali rivendicazioni dei lavoratori: Dionigi bandisca una gara di appalto diretta e garantisca il mantenimento dei posti di lavoro, il riconoscimento delle effettive mansioni svolte, salari degni e il superamento del sistema delle cooperative.

Con l’ex capo di Legacoop al ministero del lavoro, infatti, questo modello di sfruttamento e precarizzazione istituzionale sta diventando generale. È anche per questo che quello che sta accadendo all’Università di Bologna riguarda tutte e tutti. Ed è per questo che il nostro Primo Maggio sarà No Coop, per unificare le lotte contro il sistema delle cooperative, dalla logistica all’Unibo, fino ad arrivare ai molti precari sottoposti a orari e paghe da fame. Dire No Coop significa allora affermare un nuovo significato di cooperazione, una cooperazione delle lotte e della dignità, contro chi ne ha fatto un business per il profitto, l’abbassamento dei costi del lavoro e lo smantellamento del welfare.
Il nostro Primo Maggio No Coop – che apre un nuovo e intenso mese di lotta e di scioperi – vuole al contempo indicare con chiarezza quelli che sono i complici di questo modello di sfruttamento, cioè i sindacati confederali. Nelle ultime settimane la CGIL sta cercando di darsi una verniciata d’occasione, fingendo di essere critica nei confronti di quelle multinazionali delle cooperative con cui va storicamente a braccetto. Il Primo Maggio sarà dunque un’ulteriore occasione per ricordare a tutti chi sono i responsabili dei contratti vergogna, firmati sulla nostra pelle. Fingono di interessarsi delle nostre condizioni un giorno, per renderci invisibili il resto dell’anno! Ecco perché di welfare e diritti ne devono parlare i lavoratori che per essi lottano, non certo chi quotidianamente li distrugge.
Facciamo dunque appello a lavoratori, studenti e precari a partecipare al Primo Maggio No Coop, perché la condizione dei lavoratori della Coopservice è comune, così come comuni sono le loro lotte. Come già è stato per Granarolo, sappiamo che se vinciamo qui saremo tutte e tutti più forti. E sappiamo, soprattutto, che l’unità delle lotte è la più importante arma che abbiamo: usiamola!

Ore 9.00
concentramento davanti a Palazzo Paleotti (Via Zamboni 25): No Coop, Sì Dignità!

Ore 15
Concentramento in Piazza dell’Unità per continuare la giornata di mobilitazione.

Assemblea student@-lavorator@-precar@

Evento Facebook: Per un primo maggio no coop!

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