Dai portoni dell’#Unibo ai cancelli dell’#Ikea: vincere si può! [Audio]

Dai portoni dell’#Unibo ai cancelli dell’#Ikea: vincere si può! [Audio]

Condividi
Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0share on TumblrPin on Pinterest0Google+0Email to someone

Giulia di Hobo su Radio Onda d’Urto parla dei blocchi di questa mattina all’Ikea di Piacenza e le cariche della polizia.

ikea

Siamo ritornati davanti ai cancelli dell’Ikea di Piacenza per bloccarli. Un anno e mezzo dopo una grande vittoria, che diede un decisivo impulso al ciclo di lotte dei lavoratori della logistica, i padroni – in questo caso la cooperativa San Martino e la multinazionale svedese – provano a rialzare la cresta, con 33 sospensioni, minacce di licenziamento e liste di proscrizione. Noi sappiamo bene che i rapporti di forza non si determinano mai una volta per tutte, ma vanno continuamente conquistati con l’organizzazione delle lotte e dell’autonomia del lavoro vivo. Per questo è di straordinaria importanza l’immediata risposta dei facchini insieme a student@ e precar@ solidali, con i picchetti di ieri e di questa mattina. Dimostrano infatti che c’è ormai un tessuto di resistenza e conflitto che non si esaurisce all’interno delle singole vertenze, ma è capace di espandersi e generalizzarsi.

È proprio di questo che i padroni hanno maledettamente paura. L’abbiamo visto ieri e questa mattina, quando prima dell’alba sono iniziati i blocchi davanti ai cancelli del più grande deposito Ikea d’Europa. L’abbiamo visto con la provocazione dei crumiri reclutati dalla cooperativa. L’abbiamo visto con le cariche della polizia, le botte, i feriti, i lacrimogeni sparati contro i lavoratori e le auto perquisite dopo i picchetti. Ma quello che tutti hanno visto è, soprattutto, la grande determinazione di chi non piega la testa e si batte contro le condizioni di sfruttamento. Di chi ha ormai imparato che si può vincere e sa bene come far male al padrone.

La lotta all’Ikea va avanti, e noi al suo fianco. Perché com’è stato un anno e mezzo fa, com’è stato alla Granarolo e nelle imprese della logistica, com’è oggi alla Coopservice dentro l’Università di Bologna, sappiamo bene che se vinciamo qui siamo tutte e tutti più forti. No Coop sì dignità, fino alla vittoria!

Condividi
Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0share on TumblrPin on Pinterest0Google+0Email to someone