Blitz al Ministero del Lavoro a Bologna contro i contratti vergogna

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Ritorniamo a fare visita al ministro del lavoro. Già, perché per fare visita a Poletti eravamo già stati a Rimini, quando il ministro capo di Legacoop era stato invitato dalla Cgil. In quell’occasione non eravamo stati fatti entrare dagli schieramenti della polizia e del servizio d’ordine confederale, quasi indistinguibili gli uni dagli altri. Chi di noi era riuscito a prendere posto in sala, è stato bruscamente strattonato e sbattuto fuori dai funzionari della Cgil. In quell’occasione volevamo leggere un comunicato, collettivamente scritto dalle lotte che da mesi stiamo portando avanti contro i contratti vergogna imposti dalla Coopservice all’Università di Bologna, sottoscritti dalla complicità di Cgil e Cisl. Per dire che se le vostre politiche del lavoro sono basate su un modello che prevede meno di tre euro all’ora, estrema ricattabilità e nessun diritto, noi ci opponiamo senza se e senza ma.

Siamo oggi qui come delegazione di student*, lavorator* dell’Unibo appaltati a Coopservice, precar* delle cooperative sociali per dire che abbiamo individuato nel modello di Legacoop e delle multinazionali delle cooperative un meccanismo di sfruttamento e ricatto. È il meccanismo che vediamo all’opera all’università così come nelle imprese della logistica, nel sistema scolastico e in quello sanitario. Perciò dire “No Coop” significa battersi contro un blocco di potere e contro la precarizzazione selvaggia; significa creare una vera cooperazione radicalmente differente, autorganizzata, libera dai profitti per pochi e dalla mancanza di diritti per molti.

Dopo mesi di scioperi, picchetti, blocchi e iniziative pubbliche di discussione, abbiamo ottenuto dei primi importanti risultati, a partire dal riconoscimento delle lotte e dell’autorganizzazione sindacale come unica forma di rappresentanza dei lavoratori. Ma questo non ci basta: sia perché vogliamo il pieno rispetto di tutte le nostre rivendicazioni collettive, sia perché la mobilitazione va avanti oltre l’Università di Bologna. Va avanti per costruire uno spazio comune di confronto e iniziativa, perché ora sappiamo bene che è l’unificazione delle lotte l’arma più potente nelle nostre mani. Per abolire tutti i contratti vergogna, quelli che impediscono di arrivare alla fine del mese, quelli che ci riducono in povertà anche se lavoriamo 12 ore al giorno. Per rivendicare tutele e garanzie, reddito diretto e indiretto, servizi di qualità e per tutt*. Per affermare la dignità di lavorator*, student* e precar*, che significa innanzitutto il diritto di rifiutare condizioni occupazionali e salariali di merda. Per superare il sistema di sfruttamento delle cooperative e impedire che diventi un modello generale delle politiche del lavoro. Per cambiare il nostro presente e immaginare collettivamente un altro futuro.

Assemblea student@-lavorator@-precar@

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