Alla Dielle come all’Ikea: la paura è tutta vostra

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Anche questa mattina di agosto è iniziata presto, con l’alba di un nuovo picchetto, alla Dielle di Cassina de’ Pecchi, nella vasta area metropolitana milanese. Azienda e cooperativa hanno posto la tagliola del licenziamento sulla testa di una sessantina di lavoratori, perché l’hanno alzata per scioperare e per ottenere migliori condizioni salariali e di lavoro. Un lavoro usurante e ad alta nocività: i facchini ci raccontano del trasporto degli acidi (teoricamente proibito, ma si sa che in particolare nella logistica di distribuzione i confini tra legalità e illegalità, quando riguardano i padroni, sono molto labili), dei numerosi infortuni e delle ustioni, spesso gravi.

Questa mattina a fianco ai lavoratori della Dielle, che compattamente da oltre tre mesi rivendicano e praticano la dignità davanti ai cancelli dell’azienda, c’erano facchini e solidali da Milano, Bologna, Modena e Piacenza. I padroni fanno circolare le merci, noi facciamo circolare le lotte. Eravamo in tanti, quando polizia e carabinieri hanno provato a sgomberare il presidio: una, due, tre volte, nessun risultato. “Il facchino da qui non si muove”, grida forte il picchetto. I crumiri assoldati dal padrone stavano sull’angolo, pronti a entrare, magari strisciando sotto il cancello o ammassandosi nei cassoni dei camion, come altre volte è successo. I crumiri non entrano, e così è stato.

Dopo qualche ora di blocco, si è voluta concedere un’ulteriore possibilità alla trattativa, facendo entrare alcuni camion, uno ogni venti minuti. Poco prima delle 2 del pomeriggio, quando il picchetto stava terminando e dunque molti lavoratori e solidali erano già andati via, è arrivata la risposta di polizia e carabinieri, sotto gli occhi compiacenti del padrone: cariche ripetute, brutali e gratuite, calci e manganellate contro i lavoratori seduti per terra, molti dei quali sono rimasti feriti. È stato un vero e proprio agguato, a cui però i facchini e i solidali hanno risposto con le armi più potenti che hanno: dignità, determinazione e coraggio. Il presidio è dunque riuscito a restare compatto, concludendosi con un’assemblea in cui si è rilanciata in avanti la lotta.

È stata un’altra importante giornata di lotta, che ancora una volta dimostra – basti guardare il continuo spiegamento di camionette, blindati e forze dell’ordine – che la paura sta iniziando a cambiare parte. Noi siamo sereni e tranquilli, consapevoli della nostra forza, sicuri di quello che stiamo costruendo. Se oggi eravamo in tanti, la prossima volta saremo ancora di più. Se oggi vi abbiamo concesso una possibilità, la prossima volta ce la riprenderemo con gli interessi. Se oggi avevate paura, la prossima volta ne avrete ancora di più. E quella prossima volta, saremo noi a sceglierla.

Hobo – Laboratorio dei saperi comuni


Ps: Esprimiamo la nostra solidarietà a un delegato del Si Cobas di Piacenza, colpito da un’ennesima provocazione di cui è facile individuare la matrice: gli sgherri dei padroni. La notte scorsa hanno tentato di dar fuoco al muro della sua casa, solo la prontezza del lavoratore ha impedito che l’incendio si propagasse e arrivasse ai vicini tubi del gas. Questa mattina era al picchetto alla Dielle, al fianco degli altri lavoratori: a dimostrazione che ogni tentativo di intimidazione vi si ritorcerà contro!

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