Comunicati in solidarietà a Hobo dopo la demolizione dell’occupazione [pagina in aggiornamento]

Comunicati in solidarietà a Hobo dopo la demolizione dell’occupazione [pagina in aggiornamento]

foto di @giovannistinco

foto di @giovannistinco

Dopo lo sgombero/demolizione ordito ai danni di Hobo dal Vile e Magnifico Re(ttore) Invano Dionigi, in tanti e tante hanno espresso solidarietà e condiviso pensieri che vogliamo fare nostri.

Pensieri che esprimono comunanza di azione e vedute contro chi cerca di limitare gli spazi di autonomia che sempre più fioriscono in quei luoghi dove il potere si crede più forte: per esempio nell’Università-azienda neoliberista.

E’ un potere che, in verità, tanto forte dimostra di non esserlo se arriva a demolire i propri edifici come ultima ratio per la disinfestazione da quelle soggettività ribelli che animano con i propri corpi, desideri e contenuti, il vuoto di strutture inutilizzate e sottoutilizzate.
Ma chi è tanto stupido da buttarsi giù la casa per cercare di soffocare un’infestazione?
Una misura del genere certamente se la può permettere solamente chi quella casa non la vive, e soprattutto la gestisce coi soldi della collettività.

Quali sono le intenzioni del Re-ttore riguardo allo spazio dopo la demolizione?

Vogliamo ricordare che fino a luglio nei piani soprastanti l’occupazione esistevano e funzionavano gli uffici del dipartimento di Biochimica, oggi raso al suolo insieme al nostro spazio.
Piani che infatti Hobo aveva deciso di non occupare in quanto attivi, preferendo una via più pacata con l’occupazione del seminterrato.
E visto che alla pacatezza si risponde con le ruspe, ora ne terremo conto…

foto di @giovannistinco

foto di @giovannistinco

Oltre a porci domande necessarie rispetto ai temi della gestione delle risorse e degli spazi pubblici, mai tanto da investigare quanto in questi tempi di gentrification e speculazione (si veda il progetto Staveco), dobbiamo infine ribadire il carattere squisitamente politico del gesto di Dionigi.

Il re-padrino dell’UniBo ha infatti mandato oltre alle ruspe – in stile perfettamente mafioso – i suoi scagnozzi; i quali si sono operati a rubare gli striscioni che avevamo posto nel campus di Filippo Re per coprire di colore il grigio istituzionale e a segnalare la presenza multiforme di Hobo.
Non pago, ha fatto rubare persino sedie e tavoli che avevano messo a dispozione della collettività nell’aula studio all’aperto.

Così, dove fino alla fine di luglio hanno quotidianamente studiato e socializzato centinaia e centinaia di studenti, ora tornano a regnare le macerie prodotte dai baroni e dall’amministrazione universitaria.

Sono gesti che inequivocabilmente smentiscono – se ancora ce ne fosse bisogno – il vicesceriffo Nicoletti quando si appella ad un piano di riqualificazione già programmato.

Ad ogni modo vogliamo ora dare spazio ai messaggi ricevuti finora e ringraziare coloro che hanno preso parola per sostenerci, promettendo non solo che torneremo presto, ma che non siamo mai andati via.

 

 

L’Università delle macerie

Lo sgombero e la demolizione degli spazi di Hobo in via Filippo Re sono l’ennesima conferma di un’Università capace ormai di produrre solo macerie e polvere, stretta tra miserie culturali e miserie reali, come dimostra la lotta dei lavoratori della Coopservice.

L’Università di Bologna non trova altro modo che autodistruggersi per tentare di arginare gli spazi di autonomia culturale e politica che student* e precar* praticano ogni giorno.

Convinti che non sarà un altro po’ di polvere a fermare l’autorganizzazione e le lotte esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai compagni e alle compagne del collettivo Hobo.

Vag61 – Spazio Libero Autogestito

 

No alla distruzione degli spazi autogestiti della solidarietà sociale e dei saperi antagonisti

L’operazione che ha raso al suolo la sede di Hobo Bologna al giardino Filippo Re, avvenuta in questo mese di agosto, è l’ennesima dimostrazione di come l ‘UNIBO, di marca PD, di fronte alla costruzione di spazi autonomi di autoorganizzazione in grado di rispondere a problemi reali sempre più pressanti, sappia rispondere solo in modo violento e repressivo.

Il processo di normalizzazione che sta coinvolgendo l’università parte col tentativo di distruggere le esperienze come quella di Hobo e più in generale di tutti i luoghi di aggregazione rimasti dentro o fuori l’università.

Il gesto, le modalità, i tempi dimostrano non solo la vigliaccheria di chi ha preso la decisione, ma anche e soprattutto la prosecuzione di quel meccanismo di privatizzazione della formazione e del restringimento de suo accesso, che ha determinato in questi anni un logico e giusto conflitto.

In questa città e nella sua università, il ripristino della legalità a senso unico, a solo uso e consumo di baroni e potentati locali, è il valore fondamentale da imporre con arroganza, a scapito di chi si mobilita per impedire il disfacimento dell’istruzione, delle famiglie sgomberate o minacciate di sgombero dalle loro case, delle lavoratrici dei lavoratori che vengono caricati mentre bloccano i cancelli dei magazzini in cui lavorano.

Esprimiamo solidarietà a Hobo e la promessa di un autunno molto caldo.

SE TOCCANO UN* TOCCANO TUTT*!

Ross@

 

Solidarietà ai compagni e alle compagne del collettivo Hobo

Dopo gli sgomberi e le resistenze di questa estate a Roma, Milano e Pisa, anche a Bologna le autorità sono intervenute per reprimere e sgomberare uno spazio occupato. Esprimiamo solidarietà ai compagni e alle compagne del collettivo Hobo che ieri ha reso nota l’iniziativa repressiva.

L’università di Bologna anche questa volta si mette in prima linea contro gli spazi aperti dal basso dagli studenti e chiude spazi di espressione.

Come realtà che da anni vive e attraversa la zona universitaria non possiamo che dare la nostra solidarietà a tutt* i compagn* del collettivo.

Dove loro distruggono, noi costruiamo!

Cua Bologna

 

Sgomberato e raso al suolo Hobo: solidarietà da Milano, see you on the barricades!

Per i Rettori italiani, per i cda in cui siedono ben 4 banchieri, le migliori università possibili sembrano essere quelle senza studenti: ad Agosto è più facile sgomberare e distruggere.
Dopo lo sgombero di alcuni spazi alla Sapienza di Roma, tra cui il Lucernario occupato, questa mattina è stato raso al suolo Hobo, il laboratorio dei saperi comuni dentro al campus di Filippo Re a Bologna.

Nella miseria di una formazione e di una ricerca che o sono funzionali ai profitti dei grandi privati o sono irrimediabilmente sempre più senza fondi, senso e prospettive, in ogni città c’è chi si organizza per riaprire spazi e costruire nuove possibilità tra le loro macerie, per produrre conflitto, formazione e valorizzazione altra, costruendo territori resistenti contro e oltre l’univeristà della cultura dominante.

Loro distruggono, noi ci moltiplichiamo, promettono oggi le compagne e i compagni di Hobo: siamo solidali e complici da Milano, sicuri di rivedervi prestissimo e come sempre sulle barricate!

Cut_collettivo universitario the take
CS Cantiere

 

La lunga serie degli sgomberi estivi continua. In questi giorni è stato sgomberato e demolito lo spazio del progetto Hobo. Durante l’operazione sono andati persi tutti i libri, documenti, materiali presenti nello spazio.

A Bologna, come nella maggior parte delle città italiane, l’Università ricorre alle facili vie di fuga estive per radere al suolo tutto ciò che non è funzionale alle sue esigenze di profitto, dagli studentati agli spazi sociali.

Non sarà questo a fermarci. L’estate sta finendo, tra pochi giorni saremo tutti nelle nostre università, non ci spaventano un po’ di macerie e polvere!

Collettivo Universitario Autonomo Pisa

 

Il Si Cobas da’ la piena solidarietà alla vostra lotta, perché è anche la nostra. Lo sgombero
e ogni attività repressiva da parte dei poliziotti mandati dai poteri “forti” della città non vi/ci intimidiscono, al contrario rafforza la nostra volontà di lotta.

SI. COBAS Bologna

Sgomberato Hobo. Compagni attivi nella lotta dell’università e della logistica, dopo i cinque fogli di via da Piacenza durante gli scontri a #Ikea quest’anno, la repressione contro chi lotta per la dignità continua. Tutta la nostra solidarietà. Perdere una battaglia non significa perdere la guerra. Tanto domani rioccupiamo. Avanti compagni. Nessun passo indietro.

Karim – facchino in lotta

 

We were saddened to hear that our comrades in HoboBologna Occupato have recently had their occupied social centre demolished by the University Authorities. Some of our members were lucky enough to visit the space this summer and were inspired by the work you were beginning to do there.

This is not the end of Hobo and your struggles will continue. Solidarity against the police and University Authorities, and we look forward to visiting the space you will find in the near future.

Stato e padroni fate attenzione, la lotta continua.

Plan C MCR

 

Per un sistema universitario dove tutto è merce, le esperienze di lotta e di aggregazione auto-organizzate vanno spazzate via come oggetti avariati e senza alcun valore. Esprimiamo solidarietà alle compagne e ai compagni di Hobo per il vile attacco subito dalle governance dell’Università di Bologna.

Làbas Occupato – C.s. Tpo

 

L’università di Bologna, in pieno agosto, rade al suolo una intera palazzina dove, da Novembre scorso, aveva la sede il collettivo universitario Hobo e porta via attrezzature e quant’altro.

Le lotte dei mesi scorsi contro lo sfruttamento dei lavoratori in appalto hanno dimostrato quale sia la politica dell’ateneo di Bologna: il rettore non ha mai incontrato i lavoratori, non ha mai risposto di persona alle loro richieste e ha garantito che stava trattando direttamente con il presidente della cooperativa, dottor Olivi (indagato per altri appalti) senza però essere riuscito a garantire nulla ai lavoratori che ancora aspettano. Per deduzione potremmo ricavare che il rettore non è determinante nella politica d’ateneo quanto lo sia invece Olivi.

Insieme a Hobo e a Cua lo abbiamo denunciato proprio con le lotte dei mesi scorsi contro il contratto dei 2,80 euro netti l’ora applicato da Coopservice ai lavoratori in appalto in ateneo. Chi non trova sconvolgente che una persona lavori per restare povera? Ne è rimasta scandalizzata tutta l’Italia! Eppure il problema dell’università non è quello di garantire un trattamento economico dignitoso ma di mettere a tacere chi lo denuncia.

Esprimiamo quindi la nostra solidarietà ad Hobo perchè i grandi affari e le grandi speculazioni dei soliti noti trovino sempre meno terreno fertile per arricchirsi sull’impoverimento della gente, lavoratori/precari/disoccupati/pensionati/studenti, e perchè questi ultimi trovino il loro modo di autorganizzarsi e lottare.

Cub

 

Comunicato di solidarietà di Alza la testa

Piena solidarietà ai compagni e alle compagne di Hobo.L’Unibo che ha commesso questa vigliaccata, è la stessa contro la quale abbiamo lottato lo scorso anno,la stessa università che accetta che i propri dipendenti in appalto vengano pagati 2,80 all’ora.
Convinti che questa vigliaccata non vi farà retrocedere di un millimetro…cirivediamopresto.

Alza la testa.

 

Solidarietà a Hobo del NAP Piacenza

Hobo è uno spazio che ha nell’ultimo anno ha dato tanto alla città di Bologna sia sotto il profilo della riappropriazione di spazi (recuperandoli dal degrado materiale in cui li aveva abbandonati la locale università) che sotto il profilo delle occasioni culturali. Il tutto, ovviamente, unificato da un percorso di lotta serrata rispetto alle numerose contraddizioni del capoluogo emiliano, dalla logistica al mondo della formazione e contemplando anche la vertenza dei lavoratori-schiavi delle cooperative operanti in università.
Una realtà importante, insomma, che come NAP abbiamo avuto il piacere di conoscere lo scorso anno co-organizzando il ciclo di seminari “autoformazione-rivoluzione 2.0 – Commonware” a Piacenza. Alcuni di loro sono stati colpiti dall’infame misura del foglio di via elargita dalla questura piacentina perchè solidali alla lotta contro IKEA e le cooperative sfruttatrici che vi operano.
Demolire lo stabile occupato è segno di non comprensione dell’importanza di questa realtà e anzi di esplicita avversione verso chi ha più volte “spogliato il re” (dove con re si intende il rettore).
Poco male in ogni caso: conoscendo i compagni e le compagne la risposta non si farà attendere. A loro va nel frattempo un abbraccio fraterno e un attestato di complicità.

 

Solidarietà da Link Coordinamento Universitario

Ormai da qualche giorno è giunta la notizia dello sgombero degli spazi del collettivo #Hobo in via #FilippoRe. Come #Link #Bologna intendiamo esprimere la nostra solidarietà alle compagne e ai compagni per lo sgombero subito che ha comportato la distruzione del materiale prodotto e radunato in un anno, la rimozione delle aree studio realizzate e la repressione di quello spazio politico.

Purtroppo questo comportamento da parte della dirigenza #UNIBO non ci stupisce. Schiacciata com’è nella cura delle pubbliche relazioni e nel costruire un’immagine di Ateneo internazionale la dirigenza dimentica di essere responsabile di un’Università invece che di un’azienda.
Mentre vengono progettati investimenti, spazi di discussione vengono chiusi, mentre il diritto allo studio traballa viene invocata la “meritocrazia”, mentre i saperi dovrebbero essere discussi in libertà vengono piegati al mero funzionalismo nelle logiche che vuole il “mercato del lavoro”.
Ci accodiamo nel garantire che sarà un autunno caldo, spinti dai bisogni di spazi di democrazia e equità sostanziale.

Link

Comunicato in solidarietà dell’Universidade Nomade Brasil
Tutto il nostro appoggio alle compagne e ai compagni di Hobo che hanno avuto lo spazio che occupavano demolito durante il mese di agosto per decisione dell’amministrazione del’Università di Bologna. Occupare non é un crimine, ma è il diritto di creare spazi comuni produttivi. Per l’Universidade Nomade Brasil, il collettivo Hobo é un esempio di sperimentazione che unisce autonomia, trasformazione dei saperi e lotta per i diritti. Un’università che non riconosce la potenza della libertà di quelli che la vivono è un’università con un cadavere in bocca. È stata una violenza inaccettabile di fronte alla quale è legittimo e necessario resistere! Coragem!

Solidarity from the MLA Subconference
The Organizing Committee of the MLA Subconference stands in solidarity with the students and activists of Hobo Occupato in Bologna, Italy. We denounce the demolition of their autonomous space and support them in their struggle to immediately reappropriate another.

While universities in the U.S. often pretend to be spaces open to contestation and disagreement, a place where students are supposedly taught to be “critical thinkers” who challenge institutions, it seems that the administrators of the University of Bologna have instead chosen to expose the neoliberal university for what it really is: a space of repression, silencing, and forced consensus and where student are encouraged to enter only as passive consumers. This aggression by Unibo can only affirm the need for Hobo Occupato to refuse these conditions and to create a space of self-education and knowledge that is autonomous from the university. Ironically, this destruction of the Hobo site only confirms the neoliberal university’s redundancy and superfluity, as it repeats a truth that students already know about its anti-intellectual nature and in this repetition demonstrates that students are not dependent on the university for the acquisition of their knowledge. We anticipate and support the future struggle by Hobo to liberate the university from the fetters of its neoliberal instantiation.

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La commissione organizzativa della MLA Subconference esprime solidarietà agli studenti e attivisti di Hobo Occupato a Bologna, Italia. Denunciamo la demolizione del loro spazio autonomo e li sosteniamo nella loro lotte per riappropriarsi immediatamente di un altro spazio.

Mentre le università negli Stati Uniti fingono spesso essere gli spazi aperti alla contestazione e al dissenso, un luogo in cui si suppone che agli studenti debba essere insegnato a essere “pensatori critici” chi sfidano le istituzioni, sembra che l’amministrazione dell’Università di Bologna abbia invece scelto di mostrare l’università neoliberale per quello che è nella realtà: uno spazio di repressione, di silenziamento e di consenso forzato, in cui gli studenti vengono incoraggiati a entrare solo come consumatori passivi. Questa aggressione dell’Unibo può solo rinforzare il bisogno di Hobo di rifiutare queste condizioni e creare un spazio di autoformazione e sapere che sia autonomo dall’università. Ironicamente, la distruzione dello spazio di Hobo conferma semplicemente la ridondanza e inutilità dell’università neoliberale, perché ripete una verità che gli studenti già conoscono rispetto alla sua natura anti-intellettuale; in questa ripetizione dimostra che gli studenti non dipendono dall’università nell’acquisizione del loro sapere. Ci aspettiamo e sosteniamo la lotta futura di Hobo per liberare l’università dalle catene della sua forma neoliberale.

The Executive Board of the Teaching Assistants’ Association at the University of Wisconsin-Madison stands in solidarity with the students and activists of Hobo Occupato. Over the past year and a half, those students have used an occupied space to participate in the struggles of low-wage and precarious workers at the University of Bologna as well as those outside of it; they have opened the space up for seminars and workshops that encourage self-education and a critical engagement with the university; and they have fostered academic freedom at the university by provoking debate over the occupation of Palestine and Israel’s most recent attacks on Gaza. We support them in their efforts to convene a university-wide discussion on September 14, 15, and 16 about the university’s destruction of their space, as well as their current efforts to organize another occupation this fall.

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La commissione esecutiva della Teaching Assistants’ Association dell’ Universita del Wisconsin-Madison esprime solidarietà agli studenti e agli attivisti di Hobo Occupato. Nell’ultimo anno e mezzo, quegli studenti hanno usato il loro spazio occupato per participare alle lotte dei lavoratori e lavoratrici precari e malpagati fuori e dentro l’università; hanno aperto questo spazio a seminari e workshop che hanno incoraggiato lo sviluppo di conoscenza autonoma e una posizione critica contro l’università; e inoltre hanno spinto la libertà academica a un dibatto sull’occupazione della Palestina e sugli attacchi recenti a Gaza da parte di Israele. Sosteniamo Hobo nella convocazione di dibattito aperto per le giornate del 14, 15, e 16 settembre riguardo la destruzione del loro spazio, nonché nei loro tentativi attuali di organizzare un’altra occupazione quest’autunno.

Ringraziamo inoltre le tante realtà che hanno mostrato solidarietà attraverso twitter e facendo circolare le notizie dello sgombero in rete, in particolare: InfoAut, Cua (Torino), Degage (Roma), Sapienza Clandestina (Roma), Bpm (Roma), Assemblea di Medicina (Roma), Guernica (Modena), Zero81 (Napoli), Nuova Resistenza. E ringraziamo come sempre Zic per lo straordinario lavoro di informazione autonoma quotidianamente svolto per il movimento.