Assemblea + corteo “Stop sfratti e per l’abitare”

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redditosÈ ormai da tempo evidente il legame tra privatizzazione degli spazi urbani, gentrification e speculazione immobiliare, reso ancora più lampante dalla crisi: mentre si impongono sacrifici a studenti, lavoratori e migranti, si tagliano servizi sociali, scuola, università e ospedali, si nega il diritto alla città e alla casa, il governo locale e le imprese redistribuiscono la ricchezza verso l’alto e regalano i soldi pubblici a chi vive di rendita sulle nostre spalle. Progetti come Staveco a Fico ne sono una chiara esemplificazione: si ruba ai poveri per dare ai ricchi. In questa cornice, con lo sgombero di Idra continua in città l’applicazione senza scrupoli del “piano casa” del governo Renzi, nonostante siamo di fronte ad un aumento degli sfratti senza precedenti e ad una quantità enorme di patrimonio abitativo pubblico e privato lasciato a marcire nel vuoto, come frutto avvelenato della speculazione immobiliare. Mentre la crisi morde sempre più forte, sempre più case restano vuote e sempre più persone restano senza casa, o comunque con grande difficoltà a sostenere i costi dell’affitto. Si tratta di una composizione che si allarga e corrisponde ai soggetti che sono colpiti dalla crisi: dai migranti ai giovani studenti e precari, dai lavoratori impoveriti ai ceti medi declassati. Per occultare questi evidenti dati di fatto, la retorica del rubare le case ad altri tramite le occupazioni rimane un punto centrale delle politiche governative e mediatiche della paura: lo abbiamo visto a Milano nelle ultime settimane, così come a Roma e a Bologna. Si prova a incentivare la guerra tra poveri, per consentire a chi sfrutta e specula sulla crisi di portare avanti le politiche di austerity e speculazione immobiliare.
Ma le risposte del movimento per l’abitare non si sono fatte attendere, con la resistenza agli sfratti e le nuove occupazioni di case, che si alimentano della legittimazione nei quartieri, in cui quotidianamente si costruiscono relazioni sociali, gruppi di solidarietà e percorsi di autogestione. È venuto il momento anche a Bologna di costruire una risposta forte e collettiva alle dichiarazioni quotidiane del sindaco Merola contro le occupazioni, ai sequestri della Procura, agli strilli razzisti della Lega e a un Partito Democratico emiliano che non perde giorno per chiedere il ripristino della legalità, ovvero quella legalità che persone senza casa e case vuote senza persone.

Per dire stop sfratti e sgomberi, per rivendicare le occupazioni come riappropriazione di reddito, per dire basta alla svendita della case popolari, per dire no al “piano casa” convochiamo un corteo cittadino per venerdì 5 dicembre alle 18 da Piazza Verdi – in sintonia e continuità con la giornata di mobilitazione nazionale sulla casa del giorno successivo.

Per discuterlo e prepararlo collettivamente, mercoledì 3 alle 19 (evento facebook) in via Centotrecento ci ritroviamo in un’assemblea pubblica.

Idra – Hobo – Labàs – #ioccupo – Asia-Usb – Noi Restiamo Bologna

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