Ad Atla i picchetti continuano!

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Ancora una volta lo “stato di crisi” è solo un pretesto: dopo aver messo in cassa integrazione circa una ventina di lavoratori e lavoratrici, iscritti SICobas, l’Atla s.r.l. invece di riassumerli li sostituisce, per rendere la forza lavoro nel suo complesso ancora più ricattabile, peggiorando le condizioni salariali e smantellando le garanzie.

A partire dalle cinque di questa mattina i camion che lavorano per l’azienda hanno trovato ad aspettarli lavoratori autorganizzati e solidali, con un picchetto che ha bloccato completamente la circolazione delle merci. Ancora una volta l’unione di chi subisce la crisi ha costretto chi la crea ad accettare le nostre condizioni. Dopo quattro ore di blocco si è riusciti ad ottenere un tavolo di trattative. Vogliamo il reintegro di chi senza motivazioni reali è stato lasciato a casa, vogliamo condizioni di lavoro e una vita dignitosa. Non accettiamo più i ricatti o di essere considerati solo un numero, un costo o un profitto per loro. Vigiliamo sugli sviluppi della trattativa e siamo pronti a tornare a Bentivoglio. Adelante!

Ascolta l’intervista di Radio Onda d’Urto a Francesco:

 

Guarda le immagini di Tinna:

Hobo – Laboratorio dei saperi comuni

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