Voi la mafia della crisi, noi l’antidoto!

Voi la mafia della crisi, noi l’antidoto!

Condividi
Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0share on TumblrPin on Pinterest0Google+0Email to someone
La giornata del nostro sciopero, lo sciopero di student@, precar@ e irrappresentabili, è iniziata alle 9 di questa mattina da piazza San Francesco, con un corteo determinato e conflittuale che ha attraversato le strade del centro cittadino, bloccando la circolazione e i viali. Lungo il percorso sono state sanzionate Bankitalia, Unep, i circoli Rotary e Nuovo Centro Destra (NCD), l’ufficio stage e tirocini, la sede di Hera: reddito, stop sfratti, no alla “buona scuola”, opposizione alla mafia del capitale, no al Jobs Act e al lavoro gratuito, contro l’avvelenamento e l’impoverimento della crisi – questi i contenuti che abbiamo espresso in modo forte. Il corteo è terminato in Piazza Verdi, comunicando con la zona universitaria: la giornata è ancora lunga, abbiamo detto.

Promessa mantenuta. Alle 15 avrebbero dovuto inaugurare l’anno accademico della Spisa (Scuola di specializzazione in studi sull’amministrazione pubblica), in via Belmeloro, con i saluti del pavido Re-ttore Ivano Dionigi e l’intervento della ministra della pubblica amministrazione e della semplificazione Marianna Madia. A dire che le ministre e i ministri della crisi non sono i benvenuti nell’università svenduta dal suo Re-ttore c’erano
molt@ student@ e precar@. All’ingresso, dentro il palazzo universitario, hanno trovato digos e poliziotti a impedire la partecipazione a un evento che avrebbe dovuto essere pubblico. Le forze dell’ordine hanno dapprima tenuto fuori gli studenti con calci e pugni, poi hanno violentemente caricato il presidio che rivendicava la legittimità della contestazione. Una studentessa di Giurisprudenza (cioè degli stabili in cui si teneva l’iniziativa) è stata ripetutamente colpita con colpi di manganello ed è stata portata via in ambulanza, ha un polso fratturato. Altri due studenti sono finiti in ospedale con contusioni agli arti.

Il presidio è però rimasto compatto e con determinazione non ha fatto un passo indietro, continuando a contestare l’illegittimità della presenza dei responsabili della crisi dal cortile e dalle finestre dell’aula: “andatevene via, Bologna non vi vuole”. Alla fine abbiamo ottenuto quello che volevamo: l’evento è stato sospeso, non c’è niente da inaugurare! Questo è il benvenuto che riserviamo alle ministre e ai ministri del governo Renzi e dell’austerity.
Siamo quindi riusciti a fare anche di questa giornata, che la Cgil avrebbe voluto rinchiudere negli stretti confini dell’inutilità, un’occasione di conflitto e opposizione sociale, facendo vivere i nostri percorsi di costruzione di lotte e autonomia. Ora guardiamo oltre, perché c’è ancora tanta ricchezza di cui riappropriarci, tante scuole e università da occupare, tanti luoghi del lavoro gratuito da chiudere, tanti veleni da eliminare… e tanti esponenti di “mafia capitale” da cacciare!

#iononlavorogratis

 

 

Condividi
Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0share on TumblrPin on Pinterest0Google+0Email to someone