Tra casa e chiesa Idra resiste!

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Dopo un’intensa giornata di resistenza contro lo sgombero di Idra, in cui abbiamo tutte e tutti insieme riaffermato la determinazione dei percorsi di lotta per la casa a Bologna, vogliamo ringraziare le realtà collettive, le compagne e compagni e i molti solidali che fin dalle prime ore del mattino si sono schierati al nostro fianco.

Ringraziamo in particolare Asia, Campagna Noi Restiamo, Comitato degli inquilini di via Gandusio, Làbas, Studentato Taksim, Vag 61. Ringraziamo come sempre Zic per il prezioso lavoro di informazione militante.

Adelante!

Ripubblichiamo il comunicato dei compagni e le compagne di Idra:

Oggi 28 gennaio alle prime luci dell’alba il centro di Bologna è stato militarizzato per permettere alle forze dell’ordine, coadiuvate dai pompieri, su ordine della questura, di eseguire lo sgombero dell’immobile occupato da Idra abitazioni contro la crisi, in via Albiroli 1.
A dare nuova linfa al palazzo, abbondonato da anni e lasciato all’incuria e alla proliferazione di scenari degradanti come lo spaccio e il consumo di eroina&co, c’erano tant* studenti e studentesse, precari e precarie, famiglie e soggetti colpiti dalla crisi, tutti uniti dal collante del rifiuto di un affitto insostebibile e del vergognoso piano casa, che con gli art 3 e 5 assomiglia di più ad un piano contro la casa.
Dopo cinque ore di resistenza dietro le barricate e sul tetto, le forze dell’ordine, assodato il fatto che non sarebbero riuscite a oltrepassare le barricate, si sono viste costrette ad entrare abbattendo e sfondando il muro che separava il sottotetto dalle camere.
È stato fondamentale l’intervento dei pompieri, a cui chiediamo come mai non abbiano rifiutato di intervenire nello sgombero, come accaduto in altre occasioni.
Con il numeroso presidio che ha abbracciato i compagni fin dalle 7 del mattino ci siamo mossi in corteo verso il centro città, occupando la Cattedrale metropolitana di San Pietro, in via Indipendenza, improvvisamente occupata dagli agenti di digos e polizia, perchè i paradossi che governo, amministrazione comunale, curia e procura hanno contribuito a creare non possono essere taciuti.
È evidente che alla dignità si preferisca il profitto, che dietro all’emergenza abitativa i maggiori imprenditori siano i poteri di Mafia Capitale, che la macelleria sociale imposta dalle politiche di austerità e di dismissione del welfare debba essere portata a termine, costi quel che costi.
Di fronte alla contraddizione che abbiamo aperto con quasi due mesi di riappropriazione dello stabile di via Albiroli e con l’occupazione della cattedrale di Bologna, gli stessi rappresentanti della Curia si sono visti costretti a dichiararsi disponibili alla trattativa (seppur in forma privata, perchè altrimenti i poveri avrebbero il messaggio che con le occupazioni si ottengono i diritti!).

Idra continua a vivere e presto spuntera una nuova testa.

Idra – abitazioni contro la crisi

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