Intervista a Hobo – Tutto quello che avreste voluto sapere e avete osato chiedere sulla libertà d’espressione

Intervista a Hobo – Tutto quello che avreste voluto sapere e avete osato chiedere sulla libertà d’espressione

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Perché avete strappato i libri di Salvini?

Rispondiamo con una domanda: perché ne vengono strappati così pochi? Salvini è un esponente fascista della casta, è tra i responsabili della condizione di impoverimento, da quella posizione spinge alla guerra tra poveri per conservare e riprodurre i rapporti di potere esistenti. Sulla carta di quei libri sono impresse queste cose, quella carta serve a veicolare il razzismo istituzionale, quella carta trasuda il sangue dei migranti che quotidianamente muoiono, il sangue e la sofferenza di chi non riesce ad arrivare alla fine del mese per le politiche dei Salvini. Attaccare quelle pagine significa attaccare quelle politiche.

Però anche i nazisti distruggevano i libri…

Noi non abbiamo distrutto i libri, abbiamo distrutto il libro di un fascista. Il libro non è un concetto neutro, è semplicemente uno strumento attraverso cui, a seconda dei casi, si fanno circolare varie cose: idee, potere, soldi. Un libro di un esponente della casta pubblicato dal colosso editoriale Rizzoli e venduto dal colosso librario Feltrinelli è uno strumento per pubblicizzare politiche assassine e per fare profitti. Il libro è una merce come un’altra, invece la sinistra ne venera la sua forma astratta, lo trasforma in un feticcio religioso. Come si fa a dire: sono contro le idee di Salvini ma nel momento in cui vengono impresse su carta per essere vendute diventano intoccabili?

Non pensate che tutti dovrebbero avere il diritto di esprimere la propria opinione?

Come un libro, anche l’opinione non è un concetto astratto. Le opinioni che inneggiano al razzismo, al fascismo e alla guerra vanno combattute. Le opinioni che alle proprie spalle hanno eserciti, polizia e colossi economici non sono semplici opinioni: sono atti concreti che costano morte e sofferenza. Chi garantisce la sedicente libertà di queste sedicenti opinioni, è complice delle sue conseguenze.

Sui social network diverse persone di sinistra dicono che fate il gioco di Salvini, mentre su un giornale di sinistra è stato scritto che lo avete fatto solo a uso mediatico.

È curioso che un giornalista scriva che siamo noi a pensare ai giornali. Ci fa altrettanto sorridere questo improvviso fiorire di raffinati strateghi da tastiera, di consumatori e giudici degli eventi degli altri. Sono quelle stesse persone che pubblicano la foto di Aylan morto sulla spiaggia, ma guai a combattere chi quelle morti le produce. É gente a cui piacciono le vittime finché restano tali, così possono esporre su facebook la propria commozione e all’ora dell’aperitivo ne possono parlare con gli amici. Perciò si indignano contro chiunque si ribelli al ruolo che ci vorrebbero assegnare di vittime e di oppressi. Salvini vuole affogare i migranti, questa gente di sinistra piange su facebook quando i migranti affogano: ecco il gioco dell’opinione pubblica. Ecco il gioco dei Salvini, quello che gli indignati democratici alimentano.

Pensate che sia sufficiente un’azione come questa?

Pensiamo che sia insufficiente non fare anche azioni come questa. Noi ogni giorno ci impegniamo in processi di organizzazione autonoma nelle università, negli spazi urbani, tra i precari; facciamo inchiesta e iniziative con i risparmiatori colpiti dal salva-banche e dentro il ceto medio declassato, cioè quelle figure che possono essere più esposte alle retoriche leghiste. I processi di trasformazione sono composti da una complessità di elementi e dalla capacità di agire in modo chiaro, di costruire un discorso collettivo di libertà e rompere quello di un potere che la libertà la nega. La distruzione dei quei libri è dunque una piccola cosa che fa parte di una cosa grande, della scrittura collettiva di una nuova storia.

E la democrazia?

Hitler ha preso il potere per via democratica, la schiavitù e la segregazione erano legali fino a non molto tempo fa nei democratici Stati Uniti (e restano la normalità, per quanto negata dal politically correct), è democratico il partito austeritario lacrime e sangue – le nostre – in Italia e altrove. La democrazia reale nei termini in cui voi la intendete significa scegliere tra morire di fame ed essere sfruttati, tra Pepsi e Coca-Cola, tra un Matteo e l’altro. Chi accetta questo gioco è uno spettatore della partita tra Lega e Pd. Fa cioè il gioco di Renzi e Salvini.

Molte persone di sinistra hanno addirittura citato i partigiani per condannare la vostra azione?

In primo luogo, quando uno dice le stesse cose di Saviano e di Maroni dovrebbe chiedersi dov’è che ha sbagliato. In secondo luogo, pensate davvero che i partigiani abbiano appeso i fascisti per i piedi per garantire la loro libertà d’espressione? Fin dal 25 aprile 1945, attraverso mistificazioni come questa, la Resistenza è stata spoliticizzata e resa un’icona inoffensiva, cioè disincarnata dai comportamenti e desideri di chi l’ha combattuta per rovesciare i rapporti sociali esistenti e non solo sconfiggere i nazifascisti. Chissà questa gente che oggi si indigna sui social network da che parte sarebbe stata nel 1943…

L’indignazione della sinistra sembra non toccarvi.

Questa sinistra si indigna per un foglio di carta e non per le sue conseguenze materiali, oppure si indigna per una banca distrutta e non per le vite che la banca distrugge. E allora, in nome della libertà d’espressione, fa appello ai giudici e alla polizia. Dietro l’invocazione della libertà d’espressione, infatti, solitamente c’è un manganello. A proposito di libertà d’espressione, lo sapete che ci sono decine e decine di studenti sottoposti a misure cautelari che non possono frequentare le lezioni? Nel nome della libertà d’espressione il nostro profilo facebook è stato chiuso, grazie alle segnalazioni di libertà degli indignados da aperitivo.

Quindi, se abbiamo capito bene, voi siete contro la libertà d’opinione?

Noi siamo per la libertà contro l’opinione. Siamo cioè per prendere in mano le nostre vite e non affidarle all’opinione pubblica, che è sempre l’opinione dei dominanti. La libertà é infatti sempre una pratica concreta e di parte, mai un feticcio neutro e universale. La lotta é affermazione di una libertà collettiva contro la libertà del potere. Chi si indigna per questa verità, sta dalla parte del potere.

Quindi lo rifareste?

Quindi lo rifaremo.

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  • Piaciullo

    Poi i vostri paparini finiranno di sponsorizzarvi anni di fuori corso universitario e come tutti loro avrete il vostro posticino sicuro nel settore pubblico, diventando dei perfetti borghesi. Adesso aizzate i poveri disgraziati stranieri alla rivolta, poi farete spallucce ed entrerete nel sistema che tanto contestate, attraverso il posto fisso che il sistema vi darà per calmarvi. Lo fate perchè siete giovani, ben messi economicamente e protetti dal sistema giudiziario, anche se affermate il contrario. Lo hanno fatto dopo il 1968 per primi i vostri genitori e lo farete pure voi. Da sempre il figlio “uccide” il padre e in Italia prima lo hanno fatto i partigiani nei confronti dei loro genitori conservatori del potere fascista, poi lo hanno fatto i sessantottini nei confronti dei loro padri partigiani e infine lo farete voi, che attaccate il sistema, per poi essere i veri americanizzati sotto ogni punto di vista, a partire dal lessico che utilizzate, per finire con la retorica della globalizzazione che serve sempre per fare caos. Ne ho viste a decine anni fa di persone come voi, che adesso fanno parte della borghesia e dimenticano il loro passato da contestatori.

    p.s.

    Mi raccomando, anche voi sposatevi in Chiesa, per cancellare completamente la vostra militanza 😉