Salvini, il libro te lo presentiamo calorosamente!

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Nella sua ottusa pervicacia, Salvini si presenta per l’ennesima volta a Bologna, città che l’ha puntualmente respinto appena ha provato a farsi un selfie. Del resto, cosa non si fa in periodo di campagna elettorale per qualche articoletto in più (ma in questo evidentemente non è certo solo). Questa volta lo sfigato leader fascio-leghista piagnucola perché nessuna libreria vuole ospitare la presentazione di quell’ammasso di cartaigienica propagandistica chiamata “Secondo Matteo”. Delle due l’una: o i librai sono improvvisamente diventati contro la libertà d’espressione, o più semplicemente secondo un banale calcolo da bottegai capiscono che i potenziali costi della vendita di questa merce sono maggiori dei benefici. In altre parole, hanno timore di quello che può succedere. E’ giusto che sia così: chi sostiene il razzismo e la casta, deve avere paura. Gli opinionisti indignati per i libri strappati, i feticisti della cartaigienica stampata e il “così fate il suo gioco”, sono serviti.
Sprezzante del ridicolo, uno dei due Matteo della casta (l’altro deve ancora trovare un copywriter per le sue memorie) ha deciso di presentare il suo best-seller all’aperto, in Piazza della Mercanzia. Lo ha fatto insieme ai sedicenti “giovani padani”, comparse esterne che a Bologna non si sono mai visti: speriamo per loro che almeno siano stati ben pagati e che non si tratti di lavoro gratuito!
Di fronte all’ennesimo flop dello sfigato leader, siamo stati noi a presentare “Aureliooo riparti!”, libro che raccoglie le memorie di tutte le volte che Salvini è stato cacciato dalla nostra città, perché noi studenti, precari e lavoratori siamo padroni a casa nostra. Tra Piazza della Mercanzia e la Feltrinelli, abbiamo portato un libro gigante di 4 metri quadri, a cui è stato dato fuoco per far vedere ancora una volta la nostra calorosa accoglienza alle “idee” di cui la Lega e i loro colleghi di casta sono portatori. Alla luce delle fiamme sotto le due torri, in tanti si sono raccolti a esprimere odio per Salvini e la sua cricca.
Immaginiamo già, con ironica indifferenza, il coro di iperboli storiche e indignazione telematica per l’iniziativa. Noi sappiamo solo che da oggi in avanti Salvini troverà ancora meno librerie e meno persone disposte a ospitarlo. E allora, chi fa il gioco di chi? Cari guardoni delle lotte degli altri, a questo punto chiedetevi: a cosa vi serve la libertà d’espressione se non avete niente da dire?

 

                                                                                                                                        Hobo – Laboratorio dei saperi comuni

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