Per un NO sociale al referendum!

Per un NO sociale al referendum!

Condividi
Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0share on TumblrPin on Pinterest0Google+0Email to someone

Da qualche mese ormai la macchina del consenso del Pd e dei suoi fedeli alfieri, le illustri testate e reti di partito, si è attivata per indirizzare la cittadinanza al voto sul prossimo referendum costituzionale che dovrebbe tenersi nel mese di novembre. Utilizziamo il condizionale perché abbiamo imparato che un governo che salva le banche (e i banchieri!) con i soldi dei piccoli risparmiatori, devasta i territori costruendo grandi opere utili solo a darli in pasto a cordate mafiose, che dopo le tragedie non si spaventa a definirle “un volano per l’economia”, di certo non può dirsi intempestivo. Ma che aspettino di andare alle urne quando gli stress test sull’opinione pubblica avranno un picco positivo o meno, dobbiamo tenere a mente due accorgimenti.

Il primo. Votare si significherebbe mantenere lo stato di cose presenti. In due parole stare dalla parte di chi, in una manciata di anni, con il ritornello della rottamazione si è inserito nella corte della cosiddetta vecchia politica, per mettersene a capo e proseguire l’unica grande riforma: impoverirci rubandoci il risparmio (e tra qualche tempo la pensione), rubarci il futuro attraverso il favoloso (per loro) mondo del precariato infinito di cui la Scuola e l’Università diventano un laboratorio di produzione, smantellare le ultime briciole di welfare sociale attraverso il metodo dell’austerità e della crisi.

Che significherebbe votare no? Mettersi dall’altra parte, dare un volto, individuare il nemico.

Dire basta così, la cinghia non ha più buchi.

Votare no, in definitiva, significa cercare di mandare a casa Renzi.

Il secondo accorgimento: è necessario che il no sia uno strumento e non un obiettivo. Dobbiamo costruire un NO sociale, un NO di tutti e di tutte, che non deve spegnersi nell’urna, dentro piccoli comitati utili solo a se stessi e che continuano a tenere in vita una sinistra ormai putrescente. Un NO vivo nelle lotte e nei conflitti sociali.

Sbarazzarsi di Renzi non significa solamente mandare a casa un politico, ma condannare un modello di sviluppo sociale ed economico dannoso e sbagliato.

Per decidere insieme le prossime tappe di questo percorso parteciperemo quindi all’assemblea nazionale del 1 ottobre lanciata dal movimento NOTAV all’Università Sapienza di Roma.

 

Hobo – Laboratorio dei saperi comuni

Condividi
Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0share on TumblrPin on Pinterest0Google+0Email to someone